
Autore: S.A.
L'albergo che racconta i piccoli vezzi dei grandi
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Stava girando un film fra Maiori e Amalfi: "Buongiorno, sono Federico Fellini, volevo sapere se avete una stanza a disposizione". Dall'altra parte del filo c'era Carlo Cinque, il fondatore e proprietario del San Pietro di Positano. Rispose senza indugio: "Maestro, l'aspettiamo". Peccato che, già allora, l'albergo costruito su un promontorio di roccia sfidando forza di gravità e consigli degli amici (E' una pazzia!") fosse quasi sempre esaurito. Cinque convocò in tutta fretta marmisti, pittori, muratori, idraulici, elettricisti. C'era infatti un'ampia terrazza attigua ad altre camere. Le maestranze si misero al lavoro: poggiarono delle lastre di marmo non sul muro bensì su una struttura in legno dentro la quale passavano tubi e fili. Il pergolato fu nascosto da stoffe, il lavandino fu ricavato da un'insalatiera in ceramica bucandone il fondo. La mobilia non era un problema (nell'albergo c'erano pezzi d'arredo e d'antiquariato in abbondanza). Quando arrivò il maestro, la camera però non era pronta: gli mostrarono le bellezze del luogo, gli offrirono da bere. Solo due ore dopo l'arrivo Fellini entro in camera sua, subito battezzata "Otto e mezzo" (la stanza fu poi smantellata e rifatta).
L'aneddoto fa parte del baule dei ricordi del "piccolo hotel più bello del mondo", così nominato da addetti ai lavori e riviste di turismo. Il baule è stato aperto per dare vita a un libro Il sognatore di Positano, fresco di stampa (Cinquesensi Editore, 200 pagine, 30 euro), firmato da Virginia Attanasio, nipote del fondatore, e da Stefania Berbenni. C'è Roman Polanski che scruta le stelle col telescopio; ci sono Marcello Mastroianni e Catherine Deneuve all'inizio del loro amore; c'è Eduardo De Filippo che fatica a dormire perchè sopra il letto ha una copia della Maja desnuda; c'è Julia Roberts che va in paese nascondendosi con occhiali e cappellino ma si tradisce quando fa incetta di limoncello, e si ritrova in fuga su una barca; c'è George Clooney, al cui cospetto una giovane cliente sviene per l'emozione; c'è Tina Turner pazza di piccoli oggetti da rigattiere; ci sono Gregory Peck, Sting, De Niro, Nurejev, Bolle, Gibson e Dustin Hoffman che vuole mangiare sempre con il personale; c'è il presidente Giorgio Napolitano che loda la pizza servita come antipasto d'accoglienza e si rallegra mangiando il babà della casa.
Ma Il sognatore di Positano è tutto tranne un collage di aneddoti di vip. E' invece una storia di una famiglia che è riuscita a creare un'eccellenza tutta italiana nel Napoletano: è la storia di Carlo Cinque "Ho ammirato il cuore di quest'uomo straordinario, che ha fatto il miracolo che ha fatto" scrive Franco Zeffirelli nell'intervento che apre il libro: è una saga di sentimenti, ideali, fatiche, dolori degni di un romanzo o di un film mentre nulla è inventato. E' un libro commovente, scritto senza retorica.